Il giorno qualunque

L’importanza di un giorno qualunque risiede nello scegliere di dare significato. Che parola vorremmo regalarci?

Dopo il foliage gli alberi senza foglie, con i meravigliosi colori ai loro piedi, ci offrono una dimensione nuova, una nuova prospettiva, una nuova possibilità di significazione. Sceglierlo è un privilegio che ci concediamo.  Ed è proprio lì che possiamo andare in profondità e cercare dentro noi stessi il significato che vogliamo dare a quel preciso momento. Che possiamo riconoscere e dare senso alle nostre fragilità, a quando ci sentiamo di troppo, o quando ci sentiamo troppo poco, o anche alle abitudini che non amiamo ma che ci hanno tenuti in piedi in momenti difficili.

Tutto questo è parte di noi, non un momento da cancellare. E proprio nell’unicità del giorno qualunque possiamo dargli significato, perché quel momento che giudichiamo inutile in realtà ha contribuito a farci arrivare dove siamo. Ci sentiamo smarriti se non diamo significato, ma se lo facciamo, se diamo senso a quel particolare, scopriamo che troviamo noi stessi, ed è proprio in quel momento che possiamo scegliere di prenderci cura di noi.

Fare pace con un pezzo del nostro passato, magari quello di cui ci vergognamo o che vorremmo cancellare; anche quel momento ci ha reso più vivi, possiamo toglierci la sensazione del peso e trasformarlo in “radice”.

Oppure possiamo scegliere di dire qualcosa al nostro bambino interiore o immaginare cosa ci direbbe, e questo vuol dire darsi una parola buona, un po’ di tempo di ascolto, magari riparando quello che non ci è stato dato allora, quando eravamo piccoli.

Cercare significati attraverso i rami spogli degli alberi vuol dire ricordarci che non serve essere sempre in fiore, ma soprattutto che non serve essere in fiore per avere dignità, riconoscimento e rispetto, cioè la vera bellezza.

Non è nel rumore della vita, ma nei momenti di “passaggio di soglia”, come nelle giornate novembrine, che ci rendiamo più vivi, e possiamo scegliere di restituirci più vita, proprio nel giorno qualunque che scegliamo per celebrare chi siamo stati, chi siamo e chi stiamo diventando, con le nostre cicatrici e con le nostre fragilità.

Soprattutto ricordando che possiamo meritare questo spazio senza essere sempre in fiore… magari proprio nelle giornate stanche, con i nostri rami secchi, con le parti di noi che non amiamo, ma che, nella scelta e nel silenzio interiore, possono trovare forma e trasformare con consapevolezza gentile ogni cicatrice, in cui risiede la memoria di noi, ogni fragilità in una parte preziosa del nostro essere.