Stefania con Brevon

Il respiro del silenzio con i cavalli

 

L’autunno porta con sé momenti di silenzio preziosi. Il respiro del silenzio è un’opportunità che ci viene offerta, se ce lo concediamo. Farlo insieme ai cavalli è un grande privilegio.

È pace interiore.

È connessione con se stessi (e con l’altro da sè che sentiamo sulla pelle e  nell’anima). Attraverso il respiro iniziamo a vivere, e attraverso la consapevolezza del respiro ritroviamo noi stessi e torniamo a casa in un viaggio di dentro.

La nostra capacità di approfondire e respirare il silenzio ci aiuta ad ascoltare la nostra voce interiore e a limitare il rumore e le interferenze di ciò che accade e ci circonda.

Il momento del silenzio del respiro è un atto a cui dobbiamo dare significato, perché è proprio lì nella pausa tra l’ispirazione e l’espirazione che possiamo trovarci a contatto intimo con il nostro vero Sé, con le nostre vulnerabilità, con il dolore che ci appartiene e con la speranza che ci accompagna sempre, anche quando non l’ascoltiamo. Perché il respiro e soprattutto il respiro del silenzio, quel momento di silenzio, ci riporta lì, alla vita, sempre.

In quell’attimo di silenzio il respiro si fa specchio dell’anima, ritroviamo ricordi e tracce di amore.

Ed è proprio quando riusciamo a ritrovare quel silenzio attraverso il nostro respiro, con la tranquilla presenza dei cavalli, a fermare il rumore esterno, proprio lì riusciamo a connetterci con il nostro spazio interiore, e sapere che il respiro è la voce autentica del nostro Sé.

La quiete del respiro, il silenzio dell’autunno, la silenziosa presenza dei cavalli ci permettono di entrare in uno stato di riflessione, riducendo lo stress e favorendo il benessere mentale.

Con i cavalli diventa silenzio tra due battiti. È come vivere negli intervalli. Lì abita la calma, si trovano risposte, si sente verità. Non è vuoto, è respiro, attesa e ritmo, il nostro ritmo ritrovato profondamente.

L’autunno è una stagione interiore. Quando ci concediamo di trovare quella pausa di silenzio del respiro, che come la pausa in musica dà il significato alle note, troviamo quell’attimo di sospensione che come il volo della foglia che si stacca dall’albero ci mostra una fessura di quiete, dove c’è solo la grazia della natura.

Le EFP in autunno sono un privilegio per chi le sperimenta come paziente, ma anche per lo psicoterapeuta che le conduce.

E gli spunti di riflessione sono tanti…

Magari quando parliamo, proviamo a lasciare un piccolo spazio tra una frase e l’altra, perché è lì che respira la nostra presenza.

Magari potremmo imparare dai cavalli a stare in quel silenzio di respiro e respirando il silenzio potremmo non riempire ogni momento. Diamo valore all’attesa, all’ascolto, all’osservazione. Impariamo a cercare col respiro il silenzio, non per isolarci, ma per ritrovarci.

Perché nel silenzio profondo, la voce del cuore mette radici! Ed è quando ci fermiamo in silenzio e respiriamo che sentiamo ciò che conta davvero!